Gli affetti

gennaio 18, 2016 - Una Risposta

La parola “affetto” deriva dal verbo latino “affero”, che vuol dire “apportare” un qualcosa di buono e di diverso a favore di un soggetto che ne è privo. Tutto si configura, quindi, come un dono, cioè un dare per il gusto di offrire, senza attendersi alcun ritorno. Questo comportamento è il più nobile che ogni essere vivente possa esprimere, tanto che è comune anche al mondo cosiddetto animale.
Fuori metafora, cosa accade oggi? Ci si vuole veramente bene, cioè si desidera l’autentico ben-essere del prossimo? Francamente non si direbbe, anzi sembra avvenire spesso tutto il contrario. Eppure la terra si potrà salvare soltanto se si riuscirà a ridare una priorità a questo sentimento troppo spesso dimenticato. Ma sarà così?

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Quale 2016?

dicembre 31, 2015 - Leave a Response

Il filo del tempo si scioglie senza sosta e sia ringraziato Dio che continua ancora a donarci questa irripetibile possibilità. A un anno di difficili turbolenze socio-finanziarie ci auguriamo che segua uno caratterizzato dalla ripresa morale, civile e culturale prima che economica: quest’ultima è la naturale conseguenza della prima, perché la qualità delle scelte è sempre il risultato della natura delle intenzioni. A un periodo di violenze e di paure si desidererebbe tanto che seguisse uno di concordia, di pace e di solidale assunzione di responsabilità. Si ha molto bisogno di essere illuminati da un buon uso della ragione e da una retta coscienza, che abbia più fede in alcuni valori.
Fuori metafora, il diffuso schiamazzo produce solo rumori perlopiù sgradevoli, quando invece basterebbe solo un po’ di saggio equilibrio. Il 2016 sarà diverso?

I passi

dicembre 19, 2015 - Leave a Response

Il camminare è un elemento che parla di movimento, di dinamismo, di orientamento verso una meta, e quindi sostanzialmente di vita. Quello che conta è che il percorso sia avviato con costanza e decisione verso la direzione giusta e con obiettivi positivi da raggiungere. Allora il cammino, ben pensato e organizzato con saggezza, può approdare a un qualcosa di buono e di utile non solo per il soggetto interessato, ma per l’intera Storia umana.
Fuori metafora, le cose oggi non sembra seguano linee fra di loro sempre coerenti. Infatti o non si cammina per niente, e dunque si sta fermi, o si procede su una strada sbagliata o, infine, ci si muove girando su se stessi come un cane che si morde la coda. Ovviamente questo modo di agire e di gestire la vita non conduce da nessuna parte.
E intanto non bisognerebbe più permettere che il mondo continui a bruciare senza che a nessuno interessi più il futuro delle nuove generazioni!

Il coraggio

dicembre 8, 2015 - Leave a Response

Nella sua etimologia la parola “coraggio“ deriva dalla sintesi fra altre due “cuore-aggiunta”, cioè aggiungere una forza al cuore per spingerlo a compiere un qualcosa di utile e di grande per il bene del prossimo. Questo vuol dire andare oltre il normale consueto modo di agire e prefigurare azioni e scelte di spicco, che si situano quasi in una unicità comportamentale. Questa qualità in verità è di pochi, perché è molto faticoso conservare la coerenza in alcune operazioni di vita: sono, però, questi “pochi” che aiutano a salvare il mondo. Papa Francesco ne sta dando un bell’esempio a tutti.
Fuori metafora, cosa avviene ai tempi di oggi? Il dubbio che molti abbiano coraggio permane ed è forte. C’è troppa superficialità che circola in giro, tale da non sapere da quale parte si sia. Ci sarebbe un urgente bisogno di ricostruire, ma diversi amano lo
“status quo” e la terra continua a girare come se nulla fosse, chiudendo occhi, mente e cuore dinanzi ai tanti misfatti e oppressioni. Così il mondo non va alla malora?

Il progresso

novembre 28, 2015 - Leave a Response

Che l’uomo debba tendere a sviluppare sempre in meglio se stesso, la qualità del suo vivere e tutto ciò che contribuisce a realizzarli è un’esigenza più che giusta. Si è fatti per guardare in avanti, non indietro. La vita è un continuo divenire che si evolve: tutto dipende dalla direzione che si riesce a imprimere a un simile e continuo dinamismo.
Fuori metafora, cosa accade oggi in quanto al favorire un progresso dignitoso per tutti? In verità poco o niente. Basta girare un po’ attorno gli occhi e notare alcune realtà: l’esclusiva cura degli interessi personali, la diffusione di barbarie fondamentaliste che predicano e decidono la vita o la morte del prossimo in nome di un Dio che tutto vuole fuorché queste scelte, la ricerca sfrenata del Sé a scapito del Noi, la programmazione del possesso per sé e della povertà per gli altri, ecc. Non è questo il mondo che si è chiamati a costruire tutti insieme in meglio. Assolutamente no!

Lettera aperta ai terroristi

novembre 21, 2015 - Leave a Response

Piace riportare la nobilissima e toccante “Lettera aperta ai terroristi” scritta e pubblicata su Facebook dal giornalista francese Antoine Leiris di 34 anni, che in quel tragico venerdì sera del 13 novembre a Parigi ha visto morire sotto i suoi occhi la giovane moglie Hélène, compagna di vita da 12 anni. Ora è rimasto solo con il suo figlioletto Melvil di 17 mesi. Ecco il testo:
“L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo giorni e notti d’attesa. Ed era così bella, bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi ha fatto follemente innamorare di lei 12 anni fa. Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, ma no, non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio saperlo, siete delle anime morte. Se il Dio in nome del quale uccidete ciecamente ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo della mia donna sarà allora una ferita nel suo cuore. E io allora non vi farò il dono di odiarvi. Certo lo meritereste, ma rispondere all’odio con la collera sarebbe cedere alla stessa ignoranza che vi ha resi ciò che siete. Voi volete che io abbia paura, che guardi i miei concittadini con sospetto, che sacrifichi la mia libertà per la sicurezza. Eh no, non ce la farete. Certo che sono devastato dal dolore, questa piccola vittoria ve la concedo, ma sappiate che sarà di breve durata. Io so che lei ci accompagnerà ogni giorno e che la ritroveremo nel paradiso delle anime libere nel quale voi invece non avrete mai accesso. Siamo solo in due, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Tra l’altro, ora devo andare: devo andare da Melvil che si sta per svegliare dal suo riposino. Ha solo 17 mesi e come ogni giorno mangerà la sua merenda e poi andremo a giocare come sempre e per tutta la sua vita questo bambino vi farà l’affronto di essere felice e libero. Perché no, non avrete nemmeno il suo odio”.

Stupidità e violenza

novembre 14, 2015 - Leave a Response

La stupidità e la violenza, purtroppo, sono due fenomeni che caratterizzano l’agire di molte persone. Da una parte si sorbe e si assorbe tutto ciò che viene propinato dai papaveri dei mezzi di comunicazione sociale, dall’altra s’inneggia all’uso irrazionale e spesso uterino delle pulsioni più basse fuori da ogni intelligente, serio e critico controllo della parte migliore e più libera della personalità.
Fuori metafora, qui non c’è niente che giustifichi questo proliferare di conformistica e supina acquiescenza, anche in idiomi importati dell’estero, al ciarlare su argomenti che richiederebbero invece ben altra capacità di lettura e di analisi.

Salvare le tradizioni

novembre 8, 2015 - Leave a Response

Il termine “tradizione” significa ciò che viene tramandato nel tempo, cioè il prodotto di pensieri, di azioni, di emozioni originate da intere generazioni di persone. Ѐ il vissuto di un popolo nella Storia con le sue credenze e le sue paure. In nome del nuovo tutto questo deposito del passato non andrebbe assolutamente annullato, ma semmai ampliato in meglio con il maturare di nuove esperienze.
Fuori metafora, molti popoli oggi stanno smarrendo la propria identità, rinnegando quella personale e sostituendola con altre importate e scimmiottate da altrove. Un esempio è quello di Halloween, che non appartiene né alla nostra cultura e né alla nostra espressione di vita. Naturalmente per motivi commerciali tutto fa brodo, ma così si tende a perdere anche quel poco di genuino, che si ha invece il dovere di salvaguardare per chi è nato e ha respirato una determinata aria sotto questo cielo.

La diversità

ottobre 31, 2015 - Leave a Response

Ѐ una banale costatazione il fatto che non si è tutti uguali, ma ognuno è portatore di una particolare diversità che rende originale e irripetibile un’esistenza. La bellezza del vivere risiede proprio nell’incontro fra queste “diversità”, che, se ben diretto, può costituire un elemento di arricchimento ulteriore e conseguentemente di crescita umana. Solo i regimi autoritari e le dittature ideologiche possono credere di “lavare i cervelli” con le loro imposizioni, ma alla fine risultano quasi sempre essere perdenti, perché l’uomo sostanzialmente è una entità libera, almeno in quanto a pensiero.
Fuori metafora, tentativi per omologare le menti ce ne sono stati e ce ne saranno sempre nel tempo. Il dramma, e spesso la tragedia, è che non si riesce a capire che sono tutti conati destinati al fallimento. E allora? Rispettare sempre, ascoltare con pazienza e attenzione, saper compiere il tutto con apertura di cuore!

Volare alto

ottobre 24, 2015 - Leave a Response

Noto è l’aforisma cartesiano : “Cogito, ergo sum “, cioè “Penso, dunque esisto”. Il pensiero fa l’uomo tale, dandogli una identità inconfondibile nella storia dell’universo, anche se di esso mai bisognerebbe inorgoglirsi, ma saperlo porre al servizio della verità. Il pensiero, però, non si esprime sempre con le stesse modalità: infatti c’è il “pensiero ”alto” e quello “basso”, quello “forte” e quello “debole”, quello “comico “ e quello “tragico”, quello “comune” e quello “creativo e originale”, ecc. Perché l’esistenza acquisti un senso, è desiderabile che il ”Pensiero” sia sempre “Alto”, cioè che non si fermi alle banalità, ma che sappia elaborare percorsi conoscitivi e comportamentali in direzione di una presenza dignitosa su questa terra, dal momento che non c’è possibilità di una replica. Da queste considerazioni elementari nasce la necessità di volare alto nel vivere, non bloccandosi nell’effimero, nel contingente o, peggio, nell’ organizzare male e distruzioni: questa non sarebbe una vita da uomini.
Fuori metafora, qui c’è poco da dire. Tanto si sta volando basso che non si riescono a distinguere più i confini fra cielo e terra. Che Dio ce la mandi buona!