La parola Epifania deriva dal verbo greco antico “epifàino” e dal successivo sostantivo femminile “epifanéia” e significa “manifestazione”. Nel nostro caso il termine è applicato in modo particolare a quella di Cristo che si rende “riconoscibile” agli occhi di tutti, rappresentati dai Magi, come salvatore e redentore del genere umano. In maniera più estensiva Epifania è sinonimo anche di “rivelazione del sacro”, cioè presenza di un Quid che dà vita alla natura e ai suoi abitanti: è quella che Einstein definiva “religiosità cosmica”, che andrebbe letta, rispettata e tutelata nei suoi esseri, soprattutto quelli viventi. È un valore questo che andrebbe riscoperto e trasmesso alle nuove generazioni allo scopo non solo di educarle alla conservazione della bellezza ambientale, ma anche per evitare quanto accaduto con i botti nella notte dell’ultimo capodanno: una autentica strage in Italia di ben 237 animali domestici fra cani e gatti. Cristo si è manifestato alla coscienza per ricordare soprattutto il rispetto dovuto alla vita, a qualunque forma di vita.
Questa è l’espressione di una sana religiosità e di una vera e autentica civiltà.