Generale ormai è la sensazione di attraversare un periodo storico caratterizzato da una grave decadenza etica, sociale, economica e, sotto molti aspetti, anche e, forse, soprattutto culturale. Ci sono poche luci, ma purtroppo anche dense ombre: da un lato c’è lo sforzo generoso di alcuni coraggiosi che tendono a conservare ancora accesa la fiammella della speranza, dall’altro un diffuso egocentrismo interessato permeato dell’arrogante potere dei soldi che volutamente prospera ignorando il danno inferto ai più. Si colpiscono i più deboli e si lasciamo intoccati quelli forti, si promettono improbabili sogni e si praticano non tanto sotterranei intrallazzi, si sbandierano trasparenza e legalità e fin troppo spesso si annega nelle nebbie della corruzione (secondo la Corte dei Conti si è raggiunto il livello del 229%!), si blandisce in giro il superamento della precarietà del presente ma sostanzialmente si nega la certezza di un futuro, si afferma nell’oggi una cosa per negarla poi inspiegabilmente il giorno dopo. Insomma c’è chi “vive”, e lo fa abbastanza bene, e chi invece con disagio stenta appena a sopravvivere. Da questa situazione non so come si potrà venirne fuori: comunque così non si può più andare avanti, se non probabilmente pagando un alto e duro prezzo. Naturalmente speriamo che così non accada, anzi ci auguriamo che tutto si risolva nel solco di un confronto corretto mirante veramente al bene comune.
Dio, allora, possa illuminare la coscienza individuale e collettiva a far recuperare a tutti un po’ di dignità, di buon senso, di lucidità e di serietà! Il valore della persona e dello spirito che in essa palpita, o dovrebbe sempre palpitare, non può essere merce di scambio in libera vendita, ma un “qualcosa” che merita da chiunque il più profondo rispetto!