Recuperare la dignità

In questa società, nonostante essa sia chiaramente attraversata da una profonda crisi in molti ambiti del vivere, serpeggia, però, come un bisogno diffuso nelle coscienze quello di recuperare un po’ di dignità nel modo di pensare e soprattutto nei comportamenti e nelle scelte quotidiane. Sembra che non ci siano più regole, eppure di esse si avverte l’urgente necessità di ripristinarle, mettendo da parte il proprio Io e cercando di riscoprire di più il Noi come momento di solidarietà e quindi di possibile comune salvezza. Ambire in alto sotto certi aspetti è cosa legittima, pensare unicamente a sé calpestando magari gli altri non lo è più, perché ognuno ha diritto a una propria fetta di posto nella vita Cercare la personale identità è giusto e doveroso, trovarla, però, soltanto nell’effimero e nel protagonismo rischia di offuscare e tradire questa naturale esigenza.

Non so quanti capiranno questo discorso, ma il fatto è che senza un solido equilibrio interiore ogni sincera ricerca di verità frana o diventa vana e fuorviante. Speriamo che l’animo umano sia rischiarato da una Luce diversa: è l’unico modo per poter ritrovare finalmente se stessi, riscattare quel silenzioso e responsabile richiamo e restituire così un nome a una smarrita dignità.

Libertà nell’informazione e rispetto per le istituzioni

(Per La Gazzetta di San Severo)

Da quando questo giornale è nato è sempre stato un nostro costante sforzo quello di seguire una linea caratterizzata dalla correttezza e pluralità nell’informazione e dal rispetto per l’etica che a essa sottostà: stima per l’onorabilità delle persone, uso moderato del linguaggio e documentabilità delle affermazioni. Questo impegno era e rimane alla base delle nostre intenzioni e ciò sia nelle notizie relative al privato che nella presentazione di fatti e problemi di pubblico interesse. D’altronde questo è il ruolo specifico di una stampa seria: tentare di essere espressione e voce dell’opinione pubblica sia nel far debitamente rilevare i giusti aspetti positivi da incoraggiare e consolidare che nel prospettare le eventuali zone d’ombra allo scopo di modificarle e semmai eliminarle: quindi finalità costruttive e di stimolo in vista del perseguimento del bene comune della collettività.

Nell’ottica del pluralismo abbiamo dato e diamo spazio alle varie opinioni, anche se da noi non sempre sono condivise: quindi né censura, né filtri e né tantomeno sbilanciamento su nessuna parte politica. Ognuno è libero e deve ritenersi tale nel parlare e nello scrivere: ovviamente questo implica autocontrollo nelle inevitabili polemiche presenti nella quotidiana dialettica politica, necessità di chiarezza nelle posizioni contrapposte, capacità di attento ascolto, ma anche profondo rispetto per le istituzioni e per chi le rappresenta. Purtroppo molte volte il giornale è costretto ad annotare dibattiti molto accesi e talora anche aspri fra i diversi schieramenti partitici che noi vorremmo non superassero mai la soglia della sobrietà e della saggia prudenza, ma questo è quello che la nostra circoscritta realtà locale propina e la responsabilità dei contenuti va addebitata a chi li sostiene, non certamente a chi ha semplicemente il compito, spesso ingrato, di registrarle. Ci vorrebbe, dunque, un salto di qualità culturale e di sensibilità un po’ da parte di tutti: bisognerebbe imparare cioè a riconoscere l’evidenza che la verità ha molte interfacce di lettura, mai una sola. Unicamente Dio è Verità Totale, Indivisibile e Assoluta: perciò umiltà, un pregio spirituale delle anime nobili e grandi.

Un invito a maggioranza e opposizione: noi ospitiamo qualunque forma di intervento, purché esso sia fatto pervenire in redazione e non sia lesivo della dignità delle persone. In passato avevamo riservato una intera pagina ai contributi dei politici: ma pochi vi scrivevano.

Un doveroso elogio: un sincero apprezzamento va a questa Amministrazione che, pur in mezzo a mille difficoltà, è riuscita a far meritare alla nostra Città, forse l’unica nella Puglia, la Certificazione del Sistema di Gestione Ambientale. Bravi e sempre avanti anche per altri settori.

Un fraterno consiglio: pur nel diritto-dovere di cronaca e di critica, si lasci operare con più tranquillità chi con sacrificio anche personale e con scarsi mezzi finanziari a disposizione cerca di amministrare al meglio questa difficile e complessa Città. In tempi e in condizioni come questi non è una cosa agevole e un dialogo onesto è sempre auspicabile, mai dimenticando che la perfezione non è una virtù di questo mondo e che le discussioni di rilevanza pubblica andrebbero tenute possibilmente non altrove, ma nelle loro naturali sedi istituzionali (Consiglio Comunale).

Pur nei limiti della condizione umana, tutto questo vuole essere la Gazzetta di San Severo: un giornale aperto a tutti, ma sempre nel rispetto verso ogni individuo. È stato ed è un impegno!

Epifania come manifestazione del sacro

La parola Epifania deriva dal verbo greco antico “epifàino” e dal successivo sostantivo femminile “epifanéia” e significa “manifestazione”. Nel nostro caso il termine è applicato in modo particolare a quella di Cristo che si rende “riconoscibile” agli occhi di tutti, rappresentati dai Magi, come salvatore e redentore del genere umano. In maniera più estensiva Epifania è sinonimo anche di “rivelazione del sacro”, cioè presenza di un Quid che dà vita alla natura e ai suoi abitanti: è quella che Einstein definiva “religiosità cosmica”, che andrebbe letta, rispettata e tutelata nei suoi esseri, soprattutto quelli viventi. È un valore questo che andrebbe riscoperto e trasmesso alle nuove generazioni allo scopo non solo di educarle alla conservazione della bellezza ambientale, ma anche per evitare quanto accaduto con i botti nella notte dell’ultimo capodanno: una autentica strage in Italia di ben 237 animali domestici fra cani e gatti. Cristo si è manifestato alla coscienza per ricordare soprattutto il rispetto dovuto alla vita, a qualunque forma di vita.

Questa è l’espressione di una sana religiosità e di una vera e autentica civiltà.

Buon anno 2012

dicembre 31, 2011 - Invia un messaggio di risposta

Il filo del tempo si scioglie incessantemente e sia ringraziato Dio che continua ancora a donarci questa irripetibile possibilità: così è stato per il 2011 e così speriamo sia per il 2012. A un anno di difficili turbolenze socio-finanziarie ci auguriamo che segua uno caratterizzato dalla ripresa morale, civile e culturale prima che economica: quest’ultima è la naturale conseguenza della prima, perché la qualità delle scelte è sempre il risultato della natura delle intenzioni. A un periodo di polemiche e di assurde contrapposizioni vorremmo che facesse seguito uno di concordia, di pacificazione e di solidale assunzione di responsabilità. Un individuo e un popolo sono maturi se si lasciano guidare dalla retta ragione e dalla voce della coscienza illuminata se non da una Fede almeno dalla elevatezza di alcuni valori. Lo schiamazzo sguaiato produce solo rumori sgradevoli e profonde tensioni negli animi, quando invece basterebbe soltanto un po’ di quel saggio equilibrio a far vedere e giudicare le cose con altri occhi nel loro giusto significato.

È con questa serietà di intenti che la Gazzetta di San Severo augura a tutti i nostri cari Lettori un sereno 2012.

Vada avanti chi merita!

Se una società intende andare avanti con serena fiducia è necessario che alla sua guida ci sia chi veramente la merita e non chi sa gridare di più. Questo vale in tutti i settori del vivere: nella politica, nell’economia, nella cultura, nell’istruzione, nell’Università, nel lavoro, ecc. Purtroppo si sfarfalla tanto di merito e di premio allo stesso, in realtà, però e purtroppo, non è così, perché molto più frequentemente tutto si lega e si misura con il metro del sangue e dell’interesse privato, perciò anche tutto sta andando a rotoli perdendosi nelle nebbie delle vuote promesse: si spera soltanto in un futuro rapido risveglio delle coscienze. Unicamente chi ha sperimentate e documentate capacità unite a onestà può far evitare guerre tra poveri e garantire un saggio governo, una visione intelligente a lungo termine nelle scelte, un autentico progresso nella conoscenza, la difesa dei diritti dei più deboli, il rispetto severo dei doveri per i più furbi e i più forti. Si sta perdendo del tempo prezioso ricorrendo a fumose e contorte alchimie di potere e questo a ogni livello, quando invece basterebbe poco per vivere tutti in un mondo di pace e di fraterna armonia. Il peccato originale dell’egoismo e della fame di vanità è sempre quello che sta alla base degli innumerevoli disastri prodotti nella storia. Dio, allora, possa mettere le Sue mani sulla testa di ognuno, semmai scuoterla con fermezza e indirizzarla verso orizzonti di salvezza per questa nostra meravigliosa ma travagliata terra.

Ridisegnare un futuro !

novembre 17, 2011 - Invia un messaggio di risposta

Innanzitutto ci auguriamo che si esca quanto prima fuori da questa drammatica crisi, prima che economica, di valori, di regole, di responsabilità e di serietà e si possa ragionare veramente sul futuro concreto di un Paese e su quello delle giovani generazioni, ponendo come elementi ispiratori non le ormai tramontate categorie “destra/sinistra”, ma la centralità dell’etica e della persona umana. Rigore e priorità nella modulazione delle spese, equità nelle modalità di tassazione, impegno per la crescita e l’occupazione, eliminazione di assurdi privilegi, impulso a creare una Europa politica e non solo monetaria, educazione a un nuovo modo di essere società: queste sono le principali e più urgenti esigenze che provengono dal cuore di ogni onesto cittadino, il contrario sarebbe solo pura follia autodistruttiva. A una società che si sta sbriciolando bisogna restituire un orizzonte affidabile di pensiero, di fiducia e di speranza, cedendo il posto di guida a chi lo sa esercitare con credibilità: la politica è l’arte nobile del servire il futuro e non servirsi del presente e soprattutto necessita che si svecchi e che il suo linguaggio sia più chiaro, forte e meno provinciale. Perciò a ognuno è richiesto il dovere di scegliere meglio in libertà, gridare di meno, agire di più secondo un progetto a lungo respiro, battersi meglio perché nel mercato globale ci siano norme certe e severe contro chi specula e prendersi finalmente per mano come tanti fratelli in umanità in cammino verso un comune disegno di salvezza. In questo senso la crisi finanziaria dell’euro, paradossalmente, potrebbe trasformarsi in una grande opportunità di maturazione per il vivere collettivo.

Naturalmente la stessa coesione sociale ci auguriamo si sviluppi anche in questa nostra amata Città, che ha bisogno di essere sostenuta con generosa lealtà da parte di tutti. Pur nella necessaria dialettica politica, mai occorrerebbe smarrire la direttrice di fondo che è il perseguimento dell’interesse generale. Aiutiamo e difendiamo, dunque, questa nostra comunità, cercando tutti, nonostante le attuali ristrettezze finanziarie, di sciogliere possibilmente le inevitabili ombre (quale realtà è senza ombre?) e valorizzare le luci pur presenti nel suo tessuto civile. Questo impone la saggezza: abbassare con umiltà i toni e guardare lontano, sapendo volare un po’ più alto. O si cresce insieme o, purtroppo, altrettanto insieme si perisce!

E’ l’ora della responsabilità

Stiamo attraversando un delicato periodo storico ed economico nel quale a tutti si richiede di avere un minimo senso di responsabilità, come a dire tutti dovremmo saperci controllare meglio nelle parole, nei gesti, nei comportamenti, nella tempestiva selezione delle decisioni, nel mettere finalmente da parte l’effimero, il burlesco e il clownesco e dare importanza e precedenza a ciò che veramente conta, insomma imporsi e imporre delle regole e poi rispettarle. Non si può continuare a scherzare con una realtà che sta bruciando, con il bisogno di fame e di giustizia che si diffonde, con un presente e un futuro che si vanno scrivendo nella più incerta precarietà. Tutti dovremmo rimboccarci le maniche e magari sporcarle per cominciare a ricostruire un tessuto civile sfilacciato, stando più attenti a perseguire gli interessi comuni più che quelli privati e avendo ben presente che quando la barca sta per affondare tutti dovrebbero darsi da fare per evitarne il disastro. Non è il tempo delle divisioni e dei rozzi particolarismi ma della coesione, non c’è lo spazio per la conservazione ma per il cambiamento e il ricambio, non è il momento delle guerre di posizione ma delle scelte strategiche in direzione della condivisione nazionale. La salvezza di tutti sta nella valorizzazione del merito, della serietà e del sostegno ai più deboli, sapendo coniugare con intelligenza rigore, crescita e occupazione, non nei teatrini di basso spessore etico, sociale e intellettuale.

Sarebbe ora, dunque, di aprire di più gli occhi e avere un maggiore sussulto di responsabilità. Da qualche anno stiamo lanciando questo grido di allarme: non si può più far finta di niente!

Il recupero della dignità

Generale ormai è la sensazione di attraversare un periodo storico caratterizzato da una grave decadenza etica, sociale, economica e, sotto molti aspetti, anche e, forse, soprattutto culturale. Ci sono poche luci, ma purtroppo anche dense ombre: da un lato c’è lo sforzo generoso di alcuni coraggiosi che tendono a conservare ancora accesa la fiammella della speranza, dall’altro un diffuso egocentrismo interessato permeato dell’arrogante potere dei soldi che volutamente prospera ignorando il danno inferto ai più. Si colpiscono i più deboli e si lasciamo intoccati quelli forti, si promettono improbabili sogni e si praticano non tanto sotterranei intrallazzi, si sbandierano trasparenza e legalità e fin troppo spesso si annega nelle nebbie della corruzione (secondo la Corte dei Conti si è raggiunto il livello del 229%!), si blandisce in giro il superamento della precarietà del presente ma sostanzialmente si nega la certezza di un futuro, si afferma nell’oggi una cosa per negarla poi inspiegabilmente il giorno dopo. Insomma c’è chi “vive”, e lo fa abbastanza bene, e chi invece con disagio stenta appena a sopravvivere. Da questa situazione non so come si potrà venirne fuori: comunque così non si può più andare avanti, se non probabilmente pagando un alto e duro prezzo. Naturalmente speriamo che così non accada, anzi ci auguriamo che tutto si risolva nel solco di un confronto corretto mirante veramente al bene comune.

Dio, allora, possa illuminare la coscienza individuale e collettiva a far recuperare a tutti un po’ di dignità, di buon senso, di lucidità e di serietà! Il valore della persona e dello spirito che in essa palpita, o dovrebbe sempre palpitare, non può essere merce di scambio in libera vendita, ma un “qualcosa” che merita da chiunque il più profondo rispetto!

Costruire insieme!

Nella società di oggi molto diffusa è la pessima tendenza a polemizzare sempre e con chiunque, a contrapporsi continuamente, come in un mantra, in maniera a volte radicale in una sorta di visione manichea del vivere, dove tutto il bene starebbe solo da una parte e il male unicamente dall’altra. Questo comportamento sa di immaturità, di infantilismo egocentrico, dove l’Io non si pone rispettosamente sullo stesso piano del Tu, ma intende prevalere e prevaricare sulle legittime esigenze altrui. È l’evangelica metafora della “pagliuzza” e della “trave” che, a seconda delle convenienze, si vedono o non si vedono in se stessi.

Una comunità non può reggersi in piedi andando avanti sulla linea di una simile logica: come giustamente osserva il nostro Presidente Napolitano, o si cresce tutti insieme o, purtroppo, si è destinati a perire anche tutti insieme. È questo che bisognerebbe riscoprire: lavorare uniti per costruire il bene comune, soprattutto nell’attuale momento di gravi difficoltà socio-economiche, per superare le quali è richiesto l’apporto responsabile di tutti.

Non si riesce ancora a capire il perché come da secoli non sia stato recepito questo elementare insegnamento di buon senso. Cominciare, allora, a riedificare insieme per salvarci tutti! Agire diversamente è solo miope e rozzo egoismo.

Quante cose da fare!

Con il taglio dei trasferimenti agli Enti Locali purtroppo tante cose non si possono più realizzare nella loro compiutezza, come sistemare tutte le strade, curare assiduamente ogni lembo di verde pubblico, efficienza nei servizi sociali,, ecc. Si fa quello che le risorse finanziarie consentono. Questo è l’effetto depressivo sui consumi di una politica nazionale priva di credibilità e di progettualità che a tutto pensa fuorché a eliminare le spese inutili, a limitare severamente i privilegi, a selezionare accuratamente i settori nei quali intervenire, a incentivare la ripresa e la crescita venendo incontro alle legittime esigenze delle imprese, a contrastare seriamente evasione e corruzione. Fa una certa impressione vedere esercizi commerciali vuoti o chiudere, spaccare il classico centesimo pur di risparmiarne una briciola, una precarietà diffusa, una tassazione insostenibile, l’assurdità dei tagli alla cultura e all’istruzione, il girovagare di tante giovani vite senza la speranza di un adeguato futuro occupazionale e pensionistico, la cinica ostentazione di ricchezza di dubbia origine. Che peccato! E non si dia sempre tutta la colpa alla globalizzazione o all’enorme debito pubblico: da chi dovrebbero essere elaborate e imposte le regole perché ambedue non escano dagli argini?

Con una politica economica diversa e più intelligentemente e moralmente diretta, la realtà invece potrebbe prendere un’altra piega. E invece?

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